E bene si, ne sentiamo di tutti i colori sul parto di ciascuna, tutti cosi diversi, tutti cosi terrificanti.
Il mio parto è stato meraviglioso.
E non lo dico perché “oh mio Dio io sono fantastica”, no.
Lo dico perché tutte meritiamo una mente positiva su quel giorno che terrorizza tutte.
Quindi: ecco la mia esperienza positiva.
Sarò dettagliata, però è un racconto simpatico.
Divido in capitoli, cosi se vuoi puoi andare direttamente al parto.
La rottura delle acque
Settimana 37+5, Domenica.
Con uno sguardo al giorno successivo che saremmo dovuti tornare a lavoro dopo un week-end, come ogni week-end, troppo breve, Matteo ed io siamo andati a fare una passeggiata dopo pranzo, per rilassarci.
Il caso volle che non avevamo nulla per cena, e ci siamo quindi fermati a comprare due belle bistecche, al supermercato dietro casa.
Decisi di rimanere in macchina ad aspettare Matteo, perché mi sentivo strana, proprio strana.
Matteo ovviamente tornò nel giro di 5 minuti, e ci avviammo in macchina verso casa.
All’unico semaforo che ci divideva da casa sento uscire un po’ di pipi’ e mi sollevo dal sedile della macchina per evitare di bagnarlo.
“Amò, mi sa che mi sono fatta un po’ di pipi sotto! ora ci metto la panciera cosi nn bagno il sedile!”
“Ahah che schifo, va beh dai puo’ capitare no? Pero’ non farne altra, siamo arrivati dai“.
Ne esce altra.
Ovviamente.
“Amò sta continuando a uscire, sbrigati”
“Dai che schifo non ci posso credere”
Ecco, arrivati al garage scendo di corsa dalla macchina e #splash, mi si fradiciano tutti i pantaloni (che fa ridere, indosso anche ora) fino alle ginocchia.
Evviva.
Ore 19.15 circa.
Guardo Matteo, sulla porta del garage e mi fa “Sta arrivando Arya?” e io “No, no amò non è possibile no, mancano ancora 3 settimane!” e Matteo “Amore.. penso tu abbia appena rotto le acque”.
La cena.
Facemmo come dissero al corso pre-parto: Se rompete le acque, chiamate il vostro ospedale.
Mentre ero sul water ad aspettare che finisse di uscire quel che doveva uscire, Matteo mi porta le traverse che avevo per evitare di sporcare ipotetico letto/divano/sedia, in modo che potessi spostarmi per casa senza poi dover pulire tutta la moquette, e intanto chiama l’ospedale.
Racconta l’accaduto, gli chiedono dettagli sulle acque, colore/odore/quantità etc, e dicono che dobbiamo andare il prima possibile per controllare che sia tutto a posto e che la bimba stia bene.
Ma noi dovevamo mangiare quelle meravigliose bistecche! Tra l’altro stavamo morendo di fame, e Matteo – disgraziato – non aveva ancora fatto la valigia.
Quindi gli abbiamo detto che per le 21.30 circa saremmo stati li.
Ci dissero che, se proprio non potevamo prima, andava bene, ma che dovevamo monitorare i movimenti della piccola.
Erano le 19.30.
Allora: Matteo si è messo a cucinare, io ho legato sui fianchi una traversa e mi sono messa a fare la valigia di Matteo.
La mia testa non capiva niente, ci ho messo tipo un’ora a fare una misera valigia con un pigiama e un cambio.
Matteo ogni 40 secondi mi chiedeva se sentivo movimenti.
Io ogni tanto sentivo un calcino, ma ero felice e non avevo ancora contrazioni.
Ci sediamo a tavola a mangiare, una bistecca buonissima.
Mi metto un vestitino morbido e le infradito, e andiamo.
In macchina, ancora in garage, me ne esco insistendo per portare le valige, anche se in teoria saremmo dovuti tornare a casa per il travaglio.
Si, volevo farlo a casa, maratona di Harry Potter assicurata, comodità varie, Casa insomma.
E chi pensava che sarebbe andata diversamente.
Il ricovero.
Ore 21.30 Arriviamo all’ospedale scelto, deserto, asettico, ordinato, sembrava un’Hotel.
Alla reception mi chiedono i vari documenti e ci portano alla stanza triage.
Doveva essere solo un controllo.
Bene, la prima cosa che fa una delle tre infermiere è cercare di infilarmi un ago cannula.
Dolore atroce, manca la vena, e SI, è stato il momento in cui ho sofferto di più.
Fatto sta che chiedo perché mi stessero attaccando al monitor, stavano facendo anche quello, considerando che volevo tornare a casa.
Ma no.
“Tesoro, ti stiamo ricoverando, perché dobbiamo farti la penicillina, avevi lo streptococco di gruppo B la settimana scorsa, non puoi fare il travaglio a casa.”
Evviva2.
Guardo Matteo, mi prende il panico voglio solo piangere, ma non lo faccio, e mentre firmo tutti i vari moduli di consenso/dissenso, mando una email a lavoro dicendo che non sarei potuta andare a lavoro il giorno successivo (ne mai più lol) e cerco di non scrivere a nessuno (come suggerito al corso per non farti arrivare 2000 messaggi di “oiii come va? Allora? le contrazioni ogni quanto?” e rischiare di andare in ansia e chiudere il parto) lui va a sistemare il seggiolino in macchina e a prendere le valige.
Il Parto.
Alle 23.30 mi danno delle pezze calde, per il dolore che sembrava quello del ciclo.
Finalmente iniziava qualche contrazione.
Finalmente.. Riposo un po’, poi le contrazioni si fanno più forti.
Alle 1:30 le contrazioni erano forti e irregolari, mi ero strappata tutto di dosso: orecchini, collana, anche il camice, e l’infermiera mi chiede se voglio qualcosa per il dolore.
Le chiedo quanto sono dilatata.
Sicura di volerlo sapere?
Si.
Mi controlla.
“1 cm. Potresti stare qui altre 16 ore cara..”
1 cm.
1 misero cm.
Cacchio, si che voglio qualcosa.
“Morfina?”
Morfina.
Alle 2.15 mi fa la morfina, e mi dice di chiamarla in caso mi fossi dovuta alzare per fare pipi, perché potevo essere stordita, e rischiavo di cadere.
“Ora dormi un po’.”
Ore 3.30 di mattina, mi “sveglio” che devo fare un sacco di cacca.
Si, cacca, e si ho dormito con le contrazioni xD
Mi scappa da morire.
Chiamo l’infermiera, mi aiuta ad alzarmi, mi porta in bagno, e si mette li nel bagno con me.
..e non se ne va.
Io me la guardo, le chiedo di lasciarmi un po’ di privacy, e lei mi dice che non può è pericoloso, e che potevo tranquillamente fare pipi con lei li.
Emh.. ma io devo fare cacca.
“Cacca? – panico nei suoi occhi – Non osare spingere! potrebbe essere la bambina!”
E mi tira per un braccio, praticamente lanciandomi sul lettino.
“Ma quale bambina, ero 1 cm due ore fa!”
Mi controlla.
9 cm.
Panico, anche se mi veniva da ridere.
La morfina..
“Non spingere assolutamente finché non te lo dico io, potresti strapparti tutta!”
Ci portano di corsa in sala parto, quindi saltiamo la sala travaglio, Matteo raccoglie tutte le cose sparse per la stanza e intanto mi da’ il gas con la mascherina, in modo da alleviare la sensazione di spinta.
Favoloso.
Un marito meraviglioso! Con me tutto il tempo.
E niente ho perso traccia di circa 1 ora, ricordo solo che Matteo mi dava il gas e io dovevo spingere assolutamente, ma non lo facevo perché ero terrorizzata dallo strapparmi, e so che ho iniziato a spingere alle 4.44 e facendo circa tre spinte (insieme alla contrazione) ogni 5 minuti, Arya è nata alle 5.33.
E tra una contrazione espulsiva e l’altra, Matteo mi dava l’ossigeno.
Ricordo vagamente l’ostetrica che voleva che le toccassi la testa mentre usciva..
No grazie.
Per me le contrazioni espulsive sono state la cosa più bella del mondo. Non avevo dolore, solo tanta voglia di spingere.
Arya è nata dopo 6 ore dall’inizio delle contrazioni.
10 dalla rottura delle acque.
Non mi sono strappata.
Non mi hanno tagliata.
Niente punti.
Non ho urlato cacciandola fuori, ma ognuna agisce come si sente meglio, per me era uno spreco di energie.
Si, certo, non è che non sia stato doloroso, le contrazioni sono forti.
Ma noi siamo più forti.
Sono stata fortunata?
Forse.
Dobbiamo ricordarci che siamo nate per questo!
Il nostro corpo è perfetto, e a parte complicazioni, ce la facciamo.
E vi dirò di più..
Le espulsive (quando devi spingere) sono un vero sollievo.
Altro che cacca xD Una pupa di 2.890 kg, 51 cm.
Auguro a tutte le donne un parto come il mio ~
#passoechiudo
A.